Esperti Di Noi Stessi

 La quarantena che tutti abbiamo vissuto, e che speriamo di superare al più presto, può avere un impatto significativo sulla nostra salute mentale e sul benessere psicologico.

  Questo periodo di completo vuoto e isolamento affettivo ha cambiato la nostra vita, ci è stato vietato il contatto fisico e la vicinanza emotiva, ma ci ha fatto anche capire quanto dobbiamo essere straordinari nel ricominciare da capo, che non ci sono sicurezze esterne, che l’unico vero punto di riferimento siamo noi, la nostra famiglia, i nostri legami.

Il mondo scientifico c’insegna che in presenza di un forte evento stressante, la risposta del organismo si divide in due:

  • quella del sistema nervoso simpatico, dove, con il continuo scarico ormonale (adrenalina, cortisolo) i nostri “motori” vanno a mille nella così detta “ansia d’anticipazione”, una naturale risposta fisiologica che ci prepara per il combattimento o la fuga. Il perdurare di questo stressore (la paura per esempio) porta all’abbassamento energetico organico con l’indebolimento delle nostre difese immunitarie, aprendoci alla malattia. 
  • una seconda risposta viene data dal sistema nervoso parasimpatico che, sprigionando le endorfine (i così detti “ormoni della felicità”) mette in atto un’azione rigenerante e protettiva dei nostri organi. Questo meccanismo, che viene scaturito dalla sensazione di calma, felicità, serenità, eventi piacevoli, riesce a riprogrammare le nostre difese immunitarie proteggendoci della malattia.

  Secondo l’insegnamento dell’antica medicina tradizionale cinese, l’organo più colpito della tristezza è il polmone, assieme ai reni che vengono indeboliti dallo scarico energetico, organi molto colpiti in questo straordinario (fuori dal ordinario) periodo di quarantena. 

Come evidenziato anche dall’articolo comparso sul Corriere Della Sera il 20 aprile

(https://www.corriere.it/salute/neuroscienze/20_aprile_02/quarantena-quali-segni-lascera-nostra-mente-prossimi-mesi-0b9bf200-70dc-11ea-a7a2-3889c819a91b.shtml?refresh_ce-cp),

la quarantena lascerà dei danni al livello psico- fisico che si potranno manifestare anche mesi dopo la conclusione della clausura, effetto della paura e il brusco cambio dello stille di vita, danni come  disturbi emotivi, depressione, stress, disturbi dell’umore, irritabilità, insonnia e segnali di disturbi da stress post-traumatico.

 Una notta particolarità del corpo umano è quello di adattarsi allo stress determinando però delle conseguenze fisiche e psicologiche recepite in forme diverse dai vari soggetti in base alla loro personale sensibilità. 

Quando lo stress diventa la condizione normale si parla di stress cronico che ha ripercussioni sia a livello cardiaco che polmonare e gastrointestinale.

 Caratterizzato da un’ampia sintomatologia può andare a compromettere tante funzionalità degli organi interni, trattandosi, secondo la medicina psicosomatica, di una scelta dell’inconscio, che individua come organo-bersaglio, quello raffigurante il problema (tachicardia-problema emotivo, dermatiti-rapporti interpersonali, dispepsia-difficoltà a “digerire” alcune situazioni con conseguente meteorismo e/o nausea). Lo stress produce danni anche a livello endocrino, uro-genitale ed epidermico.

 Oltre alla ripresa graduale della nostra vita, il ripristino dei rapporti sociali, le amicizie, il ritorno al lavoro potranno aiutarci nel superamento di questa fase di forte criticità.

 Anche se prima di questa emergenza pochi di noi eravamo dei grandi atleti, è molto importante iniziare le passeggiate al aperto, camminate anche brevi inizialmente, per poter arrivare gradualmente alla tonificazione muscolare che vi aiuterà a riprendere tono e vigore degli arti inferiori, sicuramente diminuito dalla obbligata ipomobilità derivante dal prolungato fermo.

  È ben saputo che una moderata attività fisica giornaliera distende l’apparato muscolo scheletrico, aiutando tra l’altro, l’ossigenazione dei tessuti, il rilassamento del sistema nervoso, il buon umore, rinforzando le difese immunitarie, ridonandoci un buon riposo notturno.

 Potette fare uso delle tecniche e trattamenti corporei di rilassamento, come risposta naturale ed efficace allo stress, partendo dal presupposto che il benessere del organismo umano è basato sull’intrinseco rapporto energia -corpo- mente. 

  Oltre alle tecniche di yoga, meditazione e respirazione ombelicale, a vostra disposizione ci sono una varietà di trattamenti corporei manuali come i massaggi rilassanti, l’ayurveda o la riflessologia plantare.

  Attraverso queste tecniche dolci, prive di effetti collaterali (in particolar modo, la riflessologia plantare) che si possono integrare con la stragrande maggioranza delle cure mediche, possiamo riportare l’organismo in uno stato di equilibrio omeostatico, con un grande effetto benefico sul sistema neurovegetativo aiutando in tutte quelle forme di depressione, ansia o insonnia, in quanto mettono in moto le endorfine o “ormoni della felicità”, migliorando il rendimento della giornata e la qualità del sonno.

  Per chi non ha mai provato queste tecniche può rivelarsi una bellissima sorpresa, coloro che conoscono i miei trattamenti sanno qual è la sensazione di benessere che si può avvertire alla fine di ogni seduta, il rilassamento è garantito come anche l’approccio professionale personalizzato per tutti i miei clienti.

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