Dislessia – Approcci Alternativi

dislessia

Cos’è la dislessia?

La dislessia è una difficoltà specifica di apprendimento, tra i più comuni nei bambini. Sentendo “dislessia”  si pensa solo ai problemi di lettura, scrittura, ortografia e matematica che un bambino può avere a scuola. Alcuni lo associano solo a inversioni di parole e lettere, altri solo a studenti lenti. Anche il cronometraggio, il senso dell’orientamento e le capacità interpersonali possono essere influenzati. Quasi tutti lo considerano una forma di disabilità di apprendimento che è solo una delle facce della dislessia. Colpisce il 20% della popolazione. Rappresenta l’80-90% delle persone con dei problemi di apprendimento. Queste difficoltà spesso si traducono in una grande frustrazione, soprattutto perché la maggior parte dei dislessici ha un’intelligenza almeno nella media.

Come si manifesta?

I bambini affetti da dislessia, spesso non riescono ad abbinare le lettere con i suoni che queste lettere producono. Questa difficoltà non ha alcuna connessione con l’intelligenza generale di un bambino.

Vedendo una parola, la maggior parte delle persone può identificarla quasi automaticamente. Per i bambini con dislessia però, questo riconoscimento non è immediato. Necessitano di più tempo per decodificare le parole, leggere fluentemente e comprendere quello che hanno letto.

Questo disturbo viene correlato alle differenze nella parte del cervello che elabora il linguaggio. Diagnosticare la dislessia e dare supporto, fornirà ai bambini gli strumenti di cui hanno bisogno per essere studenti e adulti di successo.

Quali sono i tipi di dislessia?

Dal punto di vista diagnostico, non esistono tipi ufficiali di dislessia. Tuttavia, ci possono essere differenze in cui le funzioni cognitive sottostanti sono interessate nei bambini con dislessia. Due processi cognitivi che sono comunemente colpiti nella dislessia includono:

  • la consapevolezza fonologica e
  • a rapida denominazione automatica.

    La consapevolezza fonologica si riferisce alla capacità del bambino di capire che ogni lettera ha un suono particolare. Questo è il processo cognitivo più comune interessato nella dislessia.

    La denominazione automatica rapida, implica la capacità di identificare e nominare rapidamente un simbolo o una lettera che un bambino vede. Questo deficit può influire sulla velocità e la fluidità di lettura.

Quale è la causa della dislessia?

Non è chiaro cosa fa scatenare questo disturbo. La ricerca ci mostra che esiste una componente genetica, il che significa che la dislessia può essere ereditaria. Ci sono tassi più alti di dislessia nei bambini con una storia familiare della condizione.

Come si manifesta la dislessia nei bambini?

I sintomi della dislessia nei bambini sono diversi. Possono variare in base a quali processi cognitivi sottostanti sono interessati. I sintomi includono:

  • Difficoltà ad apprendere i suoni prodotti dalle lettere e dalle combinazioni di lettere
  • Difficoltà con la decodifica di parole di base (es., pronunciare parole sconosciute)
  • Lettura lenta e laboriosa
  • Difficoltà nello scrivere
  • Difficoltà a riconoscere parole familiari in nuovi contesti
  • Evitare attività che comportano la lettura

Il disinteressamento verso la scuola di un bambino che soffre di dislessia, parte spesso dalla sua frustrazione. Vorrebbe evitare di leggere e fare dei test al di sotto dei suoi coetanei. Di solito questi comportamenti vanno tenuti in considerazione. Il che non vuol dire che un bambino soffre di dislessia, solo perché non gli piace leggere.

La diagnosi di dislessia

Una precoce valutazione psicologica o neuropsicologica completa è il modo migliore per diagnosticare la dislessia nei bambini. Questa includerà dei vari test per capire realmente le difficoltà del bambino. Di solito, una seria valutazione neuropsicologica riguarda non solo l’abilità di lettura. Dovrà verificare anche la memoria di lavoro, la velocità di elaborazione, l’elaborazione visiva e il ragionamento visuo-spaziale. È importante capire quali di questi processi cognitivi sono coinvolti nelle difficoltà di lettura del bambino.

Come si può aiutare un bambino dislessico?

Il successo nella scuola e nella vita, per i bambini che ne soffrono, dipendono da un supporto immediato da parte dei genitori. È assolutamente necessaria un’attenta valutazione del caso, per evitare un falso positivo. Vanno esclusi altri possibili problemi simili alla dislessia, come un disturbo dell’attenzione o un disturbo del linguaggio.

C’è bisogno di un addestramento aggiuntivo per apprendere le associazioni tra le lettere e i loro suoni.

I bambini potrebbero aver bisogno di programmi che offrano un feedback rapido e incoraggino molta pratica.

Una cosa importante che i genitori possono fare per aiutare i bambini con dislessia a casa, è passare il tempo a leggere ad alta voce con il bambino. In effetti, questo è vantaggioso per ogni bambino che sta imparando a leggere.

C’è un lato “positivo” nella dislessia?

È molto importante sapere che avere problemi con la lettura, la scrittura, l’ortografia o la matematica non significa essere stupidi. La stessa funzione mentale che produce un genio può anche produrre quei problemi. Non pochi personaggi famosi erano dislessici o presunti tali. Tra questi si possono ricordare:

  • Hans Christian Andersen – scrittore e poeta danese;
  • Jennifer Aniston – attrice;
  • Ludwig van Beethoven – pianista e compositore tedesco;
  • Harry Belafonte – musicista, attore e attivista dei diritti civili statunitense;
  • Alexander Graham Bell – inventore e scienziato;
  • Orlando Bloom – attore;
  • Napoleone Bonaparte – politico e militare francese, fondatore del primo Impero di Francia;
  • Lara Flynn Boyle – attrice americana;
  • Marlon Brando – attore e regista statunitense, ecc.

Il loro genio non si è verificato nonostante la loro dislessia, ma proprio per questo!

Avere la dislessia non renderà ogni dislessico un genio. È positivo però, per l’autostima di tutti i dislessici sapere che le loro menti funzionano esattamente allo stesso modo delle menti dei grandi geni.

  La funzione mentale che causa la dislessia è un dono nel vero senso della parola: una capacità naturale, un talento. È qualcosa di speciale che migliora l’individuo.

I dislessici non sviluppano tutti gli stessi doni, ma hanno alcune funzioni mentali in comune. Ecco le abilità di base condivise da tutti i dislessici:

  • Possono utilizzare la capacità del cervello di alterare e creare percezioni (la capacità primaria).
  • Sono molto attenti all’ambiente.
  • Sono più curiosi della media.
  • Pensano principalmente per immagini invece che per parole.
  • Sono altamente intuitivi e perspicaci.
  • Pensano e percepiscono in modo multidimensionale (usando tutti i sensi).
  • Possono sperimentare il pensiero come realtà.
  • Hanno una vivida immaginazione.

Queste abilità di base, se non soppresse, invalidate o distrutte dai genitori o dal processo educativo, si tradurranno in due caratteristiche: intelligenza superiore al normale e capacità creative straordinarie. Da questi può emergere il vero dono della dislessia: il dono della padronanza.

Approcci alternativi alla dislessia

La medicina olistica (detta anche complementare o alternativa) è uno dei mercati in più rapida crescita nel mondo sviluppato. La sua influenza si fa sentire in tutte le aree della salute, del benessere e dell’handicap.        

Queste terapie assistono la saggezza di guarigione naturale del corpo attraverso approcci naturali. Così facendo si va a trattare la persona, nella sua interezza, piuttosto che i problemi presentati in quel momento.

Le idee della medicina olistica possono aiutare coloro che lottano contro la dislessia?

Coloro che sono affetti dalla dislessia possano trarre beneficio da alcune forme di trattamento complementare. Poiché ogni studente dislessico è diverso, tuttavia, nessun metodo o terapia specifico è adatto a tutti. È importante partire dalla comprensione del disturbo, identificando i problemi che lo studente ha con l’apprendimento. Solo in seguito si potrà esaminare quale delle terapie gli sarebbe più utile. Concentriamoci su delle aree chiave di questi trattamenti, quelle relative all’udito, alle terapie evolutive, alla nutrizione e al massaggio.

Perché l’udito?

  È ormai ampiamente accettato che alcuni dislessici hanno difficoltà con le capacità uditive. Sembrano essere ipersensibili a determinate frequenze sonore (Schulte-Korne, Deimel, Bartling et al.,1998). Ciò può portare a problemi con la discriminazione del suono, l’elaborazione uditiva, la discriminazione uditiva, la concentrazione, le capacità di memoria e, in definitiva, l’autostima.

Molte terapie “alternative” sono progettate per normalizzare il sistema uditivo, modificando il modo in cui il cervello elabora e organizza le informazioni che riceve dalle orecchie. Ad esempio, alcuni utilizzano cuffie speciali per fornire un’ampia gamma di frequenze per riqualificare il sistema uditivo. Ciò può essere ottenuto anche ascoltando musica ogni giorno.

Il metronomo

Un’altra terapia prevede l’uso di un metronomo. Per secoli, i musicisti hanno usato i metronomi per aiutarli a tenere il tempo. Negli ultimi anni questi dispositivi vengono usati anche per aiutare i pazienti con Parkinson e ictus. È stato inoltre svolto uno studio del utilizzo di metronomi, per aiutare le persone con dislessia e ADHD(deficit di attenzione) (Schaffer et al., 2001).

Molto semplicemente, un metronomo funziona tenendo il tempo. Molte persone con dislessia e ADHD hanno difficoltà a elaborare suoni diversi rimanendo concentrati. I metronomi gli aiutano a concentrarsi, prestare attenzione a determinati suoni e bloccare tutti gli altri rumori. Questi vengono utilizzati per aiutare ad allenare il cervello a pianificare, sequenziare ed elaborare le informazioni in modo più efficace attraverso la ripetizione di esercizi interattivi. Gli esercizi sono diversi, da quelli per le mani, piedi e tallone. Vengono eseguiti migliaia di volte, mantenendo il tempo con il ritmo metronomico.

Questo metodo ha superato le prove scientifiche, mostrando miglioramenti nell’attenzione, nella concentrazione, nel controllo motorio e nella coordinazione. Tale terapia può essere eseguita in un periodo di tempo relativamente breve. I risultati si possono vedere entro un periodo di cinque settimane.

Terapie evolutive

  I terapeuti che usano le tecniche basate sul movimento, credono che i problemi di apprendimento possano essere causati da riflessi immaturi (primitivi) che rimangono nel corpo. Di conseguenza, il raggiungimento dell’equilibrio, la coordinazione occhio-mano, il controllo motorio e le capacità percettive possono essere ritardati o inibiti. Sono stati fatti numerosi test per dimostrare che alcuni bambini con questi problemi possono essere aiutati con un programma basato sul movimento.

Molti terapisti offrono diversi tipi di programmi di esercizio che coprono aree come movimenti semplici, lancio di sacchi di fagioli, presa e lancio di palle a bersagli, equilibrio su oggetti diversi o guardare le luci lampeggianti sui computer. Sono queste routine speciali, che vengono ripetute più e più volte, che sono progettate per migliorare i riflessi.

Questi tipi di esercizi stimolano e sviluppano l’integrazione sensoriale, la consapevolezza spaziale, la destrezza, le capacità motorie e il senso dell’equilibrio. L’idea è che dovrebbero aiutare a organizzare l’elaborazione nel cervello al fine di migliorare il funzionamento generale di un bambino in aree di apprendimento come la lettura e la scrittura. Questo è inteso per funzionare a causa della relazione tra movimento e percezione, e l’impatto sulle abilità motorie e accademiche. Lavora sulle componenti fisiche piuttosto che su quelle mentali dell’apprendimento. Dal momento che un programma di esercizi è stato impostato per la singola persona, potrebbe essere facilmente eseguito anche a casa.

Dieta e nutrizione

È generalmente accettato che una dieta equilibrata sia essenziale per lo sviluppo mentale e fisico dei bambini. Tuttavia, le carenze di vitamine e minerali vitali potrebbero anche essere una causa di dislessia?

Molte ricerche sono state condotte, negli ultimi due decenni, sulle relazioni tra cibo e dislessia, ADHD e altri problemi che influenzano l’apprendimento (Dewhurst 2003; Konofal , 2004; Bruner, 1996). Hanno esaminato le carenze di acidi grassi, salicilati, additivi alimentari, coloranti, aromi, zucchero raffinato, carenze di zinco e ferro, erboristeria, allergie alimentari e sensibilità chimiche multiple.

Gli acidi grassi essenziali svolgono un ruolo importante nella funzione cerebrale. Sono necessari per il funzionamento visivo nella retina dell’occhio, nelle sinapsi del cervello, nei tessuti nervosi e nelle ghiandole surrenali per la regolazione dello stress. Loro devono essere forniti attraverso la dieta. Si dice che la fonte più ricca di questi acidi sia il pesce azzurro. Può essere uno dei problemi delle diete moderne, forse perché stiamo mangiando meno pesce di prima.

Si presume che la carenza di acidi grassi possa essere la causa degli aumenti segnalati della dislessia negli ultimi 20 anni (Richardson, 2002; Richardson e Puri, 2002; Portwood, 2002).

Lo zinco è uno dei minerali traccia più importanti del corpo. Gli scienziati affermano che le persone con dislessia e altre difficoltà di apprendimento potrebbero essere carenti di questo minerale (Grant, Howard e Davies, 1988).

  Il ferro è un altro elemento estremamente importante per sviluppare i nostri corpi. La ricerca indica che anche una minima carenza di ferro può indebolire il sistema immunitario, compromettendo le prestazioni fisiche generali. Può essere che questa carenza sia sufficiente per modificare i livelli di ferro nel cervello, che a loro volta alterano il modo in cui i neurotrasmettitori si comportano nello stesso.

  La scienza c’insegna che una dieta ben bilanciata può aiutare con la dislessia.

Il potere del tocco

Il massaggio, come approccio olistico, coadiuvante della medicina tradizionale. Si affianca ai professionisti medici nel promuovere una buona salute, rafforzare il sistema immunitario, eliminare le tossine, fornendo stimolazione e rilassamento. È chiaro quasi a tutti, che un bambino stressato, non sarà in grado di lavorare in modo efficace o di apprendere in quell’ambiente.

Se hai mal di testa, una delle prime cose che fai è massaggiarti la testa. Il massaggio combatte la dislessia, migliorando la coordinazione e fornendo un ambiente più calmo per l’apprendimento.

Attraverso A.I.M.I, (l’Associazione Italiana di Massaggio Infantile), vengono aiutati un crescente numero di genitori che cercano di capire il massaggio infantile, per poter aiutare i propri figli. La maggior parte dei genitori tocca e massaggia i bambini appena nati, instaurando così un meraviglioso rapporto. Il massaggio può aiutare a rafforzare e sviluppare il sistema immunitario e fornire una stimolazione sensoriale vitale.

L’aromaterapia

 È una forma di assistenza sanitaria complementare che può lavorare insieme a trattamenti più convenzionali. Gli studi hanno dimostrato che l’inalazione di determinati aromi può avere un effetto quasi immediato sull’area limbica del cervello, il centro delle nostre emozioni e della memoria.

  Il potere terapeutico degli oli essenziali aiuta il corpo a guarire se stesso. L’aromaterapia è un trattamento olistico di tutta la persona, non solo dei suoi sintomi. Si dice che l’olio essenziale di ylang-ylang sia uno dei migliori per la tensione nervosa e per contrastare l’accumulo di frustrazione. Si ritiene che il rosmarino aiuti con i disturbi da stress e concentrazione. Particolarmente efficace per alleviare lo stress è un massaggio che copre la testa, la parte superiore della schiena, le braccia, le spalle, il collo, il cuoio capelluto e il viso.

Aiutare chi soffre di dislessia

Purtroppo molti bambini con problemi di apprendimento, soffrono di una bassa autostima. Tuttavia, con i giusti approcci, interventi didattici e l’aiuto di appropriate terapie complementari, alcune delle difficoltà associate alla dislessia possano essere alleviate. Di conseguenza, questo può avere un enorme effetto in termini di aumento della fiducia.

 Nel considerare uno degli approcci sopra menzionati, è importante mantenere una mente aperta, usando sempre il buon senso.

Esistono molte terapie “alternative” che potrebbero essere in grado di aiutare te o tuo figlio con la dislessia. Sta a te decidere su quali metodi potrebbero essere i migliori nel tuo caso particolare. Spero, tuttavia, di aver almeno fornito alcuni spunti di riflessione in questo articolo. Forse potreste considerare e/o provare, alcuni di questi approcci per voi stessi, o i vostri familiari.

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