Riflessologia - Collegio IPASVI di Gorizia

E’ stata utilizzata la tecnica della RP della Scuola FIRP di E. Zamboni; essa consiste in una massaggio del piede eseguito esclusivamente con l’uso delle mani, in particolare dei pollici, che attraverso la stimolazione statica o dinamica di specifici punti riflessi, agisce non solo “sul corpo”, ma “dentro” il corpo, al fine di restituire il giusto equilibrio.
Il piano di cura prevedeva, per ogni paziente, sedici sedute della durata di un’ora ciascuna, a cadenza bisettimanale.
In mancanza di un locale dedicato alla RP, allo scopo di creare un ambiente adatto che non ricordasse quello delle sedute di chemioterapia, nella stanza utilizzata veniva accesso un diffusore con oli essenziali, steso sul letto un telo colorato chele stesse pazienti portavano da casa, e diffusa una melodia rilassante.
E’ chiaramente emerso il rapporto molto stretto che si crea con le sedute di RP tra malato ed operatore, rapporto che consolida quello che già abitualmente lega fortemente il malato oncologico alla struttura che se ne prende cura.
Il lungo tempo dedicato ad un rapporto personale e personalizzato, l’ambiente rilassato e favorevole alla comunicazione, la disponibilità ad accogliere riflessioni, discorsi, confidenze, oltre all’effetto proprio della RP, sono indubbiamente valori aggiunti di grande rilievo su cui si fonda l’elevato gradimento nei confronti della metodica.
Questo non fa altro che sottolineare l’importanza di un’alleanza terapeutica, integrando alle strategie di coping del paziente un approccio globale del terapeuta, ricordando che anche la presa in cura basata sull’empatia può facilitare al paziente la ricerca delle chiavi della propria guarigione.
I risultati iniziali di questa sperimentazione che ha valutato l’utilizzo della RP nei malati oncologici hanno evidenziato un elevato gradimento da parte dei malati ed effetti molto favorevoli sia sul piano del benessere globale che nei confronti di alcuni specifici disturbi di tipo fisico e psicologico.
Nel contempo è emersa la rilevante disponibilità di tempo richiesta dalla metodica.
In definitica, la RP si candida a divenire un metodo integrativo da aggincare alle cure tradizionali, praticabile in ambito sia ospedaliero che extra ospedaliero, purchè supportato da un’idonea preparazione tecnica e da un’adeguata disponibilità di risorse.