Tumore al seno-Michigan State University

La professoressa Gwen Wyatt e colleghi della MSU ritengono che questo sia il primo e più grande studio randomizzato ad aver valutato gli effetti della riflessologia plantare come complemento al normale trattamento del cancro.
«Si è sempre dato per scontato che questa [terapia] possa soltanto offrire una sorta di piacevole confort, ma a questo punto in realtà non si sono mai, in modo rigoroso, documentati i benefici – spiega Wyatt nella nota – Questo è il primo passo verso lo spostamento di una terapia complementare da cura marginale a cura tradizionale».
Partendo dal presupposto che sta dietro alla riflessologia, per cui stimolando i cosiddetti punti riflessi si può agire sugli organi corrispondenti in altre parti del corpo, Wyatt e colleghi hanno reclutato 385 donne con diagnosi di tumore al seno in stadio avanzato, con metastasi già diffuse nel resto dell’organismo.
Tutte le partecipanti erano sottoposte a chemioterapia o terapia ormonale.
Le donne sono poi state suddivise a caso in tre gruppi: un primo gruppo atto a ricevere una serie di trattamenti di riflessologia plantare; un secondo gruppo atto a ricevere un semplice massaggio ai piedi e, infine, il gruppo di controllo che avrebbe continuato le cure standard, senza riflessologia o massaggio ai piedi.
Durante il periodo di follow-up, a cinque e undici settimane di trattamento, i ricercatori hanno valutato i sintomi patiti dalle pazienti correlati più che altro alla respirazione.
I risultati dell’analisi ha permesso di scoprire che le pazienti sottoposte alla riflessologia plantare avevano sperimentato una riduzione della difficoltà di respirazione, un sintomo piuttosto comune nelle donne affette dal cancro del seno.
Questo progresso nella funzione respiratoria ha permesso un correlato miglioramento della qualità della vita: le partecipanti allo studio hanno infatti riportato di aver potuto svolgere meglio attività quotidiane come il salire le scale, andare a fare la spesa, vestirsi eccetera.